La Repubblica / La Merda – ‘Teatro Duse Provocatorio e disturbante questa sera va in scena il monologo “La Merda”’

by Giulia Foschi, La Repubblica _

Una piccola donna dagli occhi grandi, completamente nuda, appollaiata su uno sgabello al centro del palco. Microfono in mano, canticchiando l’inno di Mameli, scarica in un monologo scioccante le mostruosità dell’Italia di oggi, società disgustosa, maschilista, disumana, regno di meschinità e arrivismo. “La merda”, testo provocatorio e disturbante scritto da Cristian Ceresoli per Silvia Gallerano, ha conquistato il mondo. Stasera è al Duse, alle 21.

Silvia, chi è la donna che interpreta?

“È una ragazza che in un flusso di parole svela i suoi pensieri, la sua storia, i suoi desideri, quello che vuole diventare, i modelli cui si riferisce. Senza interrompersi passa dal ricordo della sua infanzia all’immagine di un futuro di successo e affermazione. Deve fare un provino, sfondare nel mondo dello spettacolo, ma la storia è di relativa importanza; l’intento è fotografare una situazione diffusa: se non sei riconosciuto non esisti “.

Il problema è la condizione della donna, in Italia, o il discorso è più ampio?

“Sicuramente ricorrono temi femminili come l’inadeguatezza del corpo, ma la questione coinvolge tutti. Ci sono poi riferimenti alla nostra storia, al Risorgimento, alla Resistenza, ma non all’attualità, a luoghi o persone. Per questo il testo è universale e viene visto all’estero non come un monologo sull’Italia, ma come un lavoro sull’epoca odierna in Occidente”.

All’estero e in Italia è stato accolto diversamente?

“Il successo è arrivato prima all’estero, poi in Italia, dove a lungo c’è stato impedito di andare in scena, e ancora adesso non è scontato. Lo spettacolo viene percepito in maniera diversa di città in città. Dal palco cerco la corrispondenza della platea, ho trovato pubblici timidi e altri che si lasciano andare ridendo moltissimo, perché ci sono momenti divertenti, anche se agghiaccianti. Altri non hanno alcuna voglia di ridere, oppure sono imbarazzati”.

Che cos’è la merda?

“È quello che ci circonda, è uno spaccato di ciò che c’è intorno a noi e che continuiamo a ingoiare a volte consapevolmente a volte meno. La scelta del titolo intende mettere su carta qualcosa che viene detto tutti i giorni, svelare un segreto di Pulcinella, un affresco noto che emerge attraverso l’esposizione completa della ragazza”.

Perché il nudo è necessario?

“È un modo per evitare di giudicare questa persona e per spingere a identificarsi con lei, a mettersi in gioco: qualunque abito offrirebbe una scusa per prendere una distanza. Finché non ci riconosciamo non riusciamo ad avere coscienza di quel che ci circonda, pensiamo che riguardi solo gli altri”.

La Merda_La Repubblica 2015

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