La Repubblica / La Merda – ‘Silvia Gallerano: «Gtt ci ha oscurati ma ora ‘La Merda’ è nel più grande teatro della città»’

by Maura Sesia, La Repubblica _ La pluripremiata pièce di Ceresoli al Colosseo _ L’interprete: “Qui il pubblico non ha pregiudizi” _

PER la prima volta nel teatro più grande della città, il Colosseo, che non aveva mai ospitato la cosiddetta ricerca, il nuovo teatro, quello solitamente relegato a nicchie di spettatori. E invece adesso “La Merda” di Cristian Ceresoli, nonostante il rifiuto di Gtt di pubblicizzare la pièce sui bus perché il titolo sarebbe offensivo, sbarca alle 21 sul palcoscenico del teatro diretto da Claudia Spoto. Un soliloquio urticante, sui mali di una società esautorata di valori, impersonato da un’attrice nuda: la storia di ordinaria aberrazione, vissuta da una donna normale. Un flusso di coscienza per liberarsi di certi fantasmi da parte di una vittima della superficialità.

Di questa occasione di visibilità è soddisfatta l’interprete, Silvia Gallerano, la prima attrice italiana a vincere il prestigioso premio Best Solo Performer 2012 Edinburgh Festival Fringe proprio con questa pièce.

Silvia, quante volte vi è capitato di presentare il monologo in ampi spazi?

«Siamo stati al Teatro Stabile di Bolzano, al Puccini di Firenze e al Duse di Bologna, dove torneremo perché avevamo fatto il tutto esaurito. Sono cartelloni con programmazione spuria, in cui è più facile intercettare un pubblico curioso».

Qual è la differenza, per un’attrice, tra il recitare in teatri raccolti e stipatissimi o in queste grandi sale?

«Qui ha un effetto, diciamo, più rock; ci è capitato al Valle di Roma occupato, finalmente ci siamo trovati di fronte un pubblico molto vivace e con pochi addetti ai lavori, persone non assuefatte al teatro e prive di pregiudizi negativi o positivi, perché capita che qualcuno si senta in dovere di parlare bene di qualcosa, a prescindere. Magari è più impegnativo mantenere la concentrazione, però è bello sentirsi tutti insieme nello stesso rito».

Il rifiuto di Gtt di esporre la pubblicità dello spettacolo sui mezzi vi ha stupito?

«Ci dispiace ma siamo abituati, anzi, per la prima volta in questi giorni su un giornale è comparso per intero “La Merda” in un titolo; la Rai, venendo al Festival di Edimburgo dopo il nostro successo, ci ha ignorati. Censura preventiva. Speriamo che questo rifiuto faccia parlare di noi».

Ci parla del personaggio?

«È abbastanza orribile, feroce, negativo, ma al contempo molto umano».

Secondo lei, sarebbe possibile ribaltare il ruolo al maschile, immaginando un uomo nudo che racconta quasi la stessa storia?

«C’è un caro amico attore con cui si chiacchiera di questa eventualità; è scritto al femminile perché è pensato per me ma tratta di un’umiliazione del proprio corpo, di un senso di inadeguatezza, che non hanno caratteristiche di genere. Si potrebbe fare».

Che importanza ha il Piemonte per “La Merda”?

«Le Produzioni Fuorivia di Paola Farinetti, di Alba, hanno preso in carico l’opera dopo Edimburgo e sono state rilevanti per aprirci il mercato del circuito teatrale alternativo che ospita anche le loro proposte musicali. E sempre a Alba è nata la meravigliosa liaison con il grande fotografo Guido Harari».

 

IL PERSONAGGIO / Sono una donna orribile e negativa feroce ma umana

LA CENSURA / A certi rifiuti siamo abituati, anche se ci dispiace sempre

NUDA IN SCENA / Silvia Gallerano in una scena de “La Merda”, dove recita la parte di una donna disposta a tutto per fare carriera: una metafora dell’Italia di oggi

La Merda_La Repubblica 2016

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